FRIDA KHALO :”L’artista che ha dipinto la sua disabilità”.

” Ogni “tic-tac” è un secondo della vita che passa, fugge e non si ripete. E in essa c’è tanta intensità e interesse che il problema è solo saperla vivere, scegli una persona che ti guardi come se fosse una magia”.

 Frida Khalo

FRIDA KHALO . Frida nasce nel 1907 a Coyoacán, un sobborgo di Città del Messico. Figlia di genitori ebrei ungheresi emigrati in Germania. Dopo aver frequentato il liceo, Frida viene ammessa al migliore istituto superiore del Messico, la Escuela Nacional Preparatoria: il suo sogno è di diventare medico.La sua disabilità (come purtroppo capita ancora oggi) è oggetto di scherno e denigrazione, e gli atti di bullismo non mancano. Ma sarà proprio la disabilità a rappresentare l’immagine della sua arte, in seguito ad un incidente avuto a 18 anni quando un tram si scontra con l’autobus sul quale si trovava, e l’autobus finisce schiacciato contro il muro. Molte persone morirono sul colpo, Frida rimane ferita gravemente. La colonna vertebrale si spezza in tre punti nella regione lombare, si frattura il bacino, le costole, la gamba sinistra, il piede destro; la spalla destra è slogata in modo permanente e,si procura una ferita penetrante all’addome.
L’incidente porta Frida a dover subire 32 operazioni chirurgiche e a restare in ospedale per tre mesi. A causa delle fratture alle vertebre lombari deve indossare per mesi diversi busti di gesso ed è costretta a rimanere immobile, nel suo letto. Ed è in questo momento che Frida Kahlo inizia a dipingere, facendo della sua immobilità un’opportunità. Grazie ad un cavalletto, dei colori ad olio ed uno specchio posto sul soffitto così da vedere ed utilizzare la sua immagine come modello, Frida inizia a dipingere autoritratti: “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”.Verso la fine del 1927, dopo aver tolto il gesso, Frida riprende a camminare (accompagnata da dolori che non l’abbandoneranno mai più) e a condurre una vita “normale”, ritrovando i suoi compagni dell’università e partecipando attivamente alla vita politica tanto da diventare un’attivista del Partito Comunista.
Negli stessi anni conosce Diego Rivera, un illustre pittore del tempo a cui sottopone le sue opere per avere una critica autorevole e che presto sarebbe diventato suo marito. A causa della situazione politica dominante del tempo, caratterizzata dalla repressione dei dissidenti politici, il Partito Comunista Messicano viene dichiarato fuorilegge. Frida ed il marito, come molti altri comunisti, sono costretti a trasferirsi negli Stati Uniti. Purtroppo nemmeno la vita sentimentale di Frida si rivela felice i continui tradimenti del marito portano i due a separarsi, nel 1939. L’anno seguente, consapevole dell’errore commesso, Rivera propone nuovamente all’ormai ex moglie di sposarlo. Frida,divenuta ormai indipendente e consapevole sia sul piano sessuale che su quello economico, decide di accettare a due condizioni: non avrebbe più accettato denaro da lui e non avrebbero più avuto rapporti sessuali.
Tornati in Messico dopo aver celebrato le seconde nozze, per Frida si ripresentano i problemi di salute. A causa dei continui dolori alla schiena ed al piede destro, nel 1944 è costretta ad indossare un busto d’acciaio. Questo episodio porta Frida a dipingere uno dei suoi quadri più noti, “La colonna spezzata”. Con il passare degli anni le condizioni di salute di Frida peggiorano, irreversibilmente. Qualche anno prima di morire le viene amputata la gamba destra, ormai in cancrena. Alla giovane età di 47 anni Frida muore per embolia polmonare.

La vita di Frida Kahlo è stata una vita intensa e crudele, ma la grandezza della sua arte ha sovrastato qualsiasi pregiudizio ed etichetta, salvandola dall’essere ricordata come “una povera vittima disabile”.
Frida Kahlo è stata una donna che ha sempre affrontato la sua vita opponendosi alla sorte avversa e dimostrando una grandezza propria solo degli artisti, riuscendo a trasformare la sua immobilità obbligata in un’opportunità artistica e la sofferenza in arte.

Attraverso i suoi numerosi autoritratti, stravaganti e pieni di colore, si percepisce quanto il suo corpo di donna ferita sia stato centrale nella esistenza e soprattutto, nella sua arte.

Una grande artista che ha attirato le attenzioni di Julie Taymor che Nel 2002 ha diretto un film dal titolo “Frida” incentrato sulla sofferta vita privata della pittrice messicana, interpretata da Salma Hayek.
Una grande donna che ha saputo andare OLTRE ogni aspettativa.

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